Apparato respiratorio e influenza

Raffreddore /riniti

Si tratta di infiammazioni della mucosa nasale causati da virus, freddo e, nelle forme croniche, da allergia, farmaci.

Si raccomanda: idratazione specie in caso di raffreddore. Si può realizzare con una tisana che andrà bene per tutte le forme catarrali e influenzali a base di piante emollienti astringenti:

Altea radice gr. 25 – Finocchio semi gr. 20 – Mirto foglie gr. 25 – drosera pianta gr. 25 – liquirizia radice gr. 5.

Ricordiamo anche l’importanza del riposo, un’alimentazione corretta e l’apporto di vitamina C.

I periodi dell’anno più a rischio per contrarre raffreddori o la tanto temuta influenza sono senza dubbio l’autunno e l’inizio dell’inverno, quando la temperatura inizia ad abbassarsi, spesso con sbalzi notevoli, e cominciano i cosiddetti malanni stagionali.

In realtà il freddo ha un ruolo marginale in questo aumento degli episodi infettivi: i veri responsabili infatti sono i virus che possono prendere il sopravvento, anche perché col freddo si vive in ambienti chiusi, spesso affollati e poco arieggiati, quindi a contatto con molte persone, fra le quali possono esserci portatori di infezioni virali.

Il contagio di queste malattie infatti avviene perché nell’aria possono essere disperse goccioline d’acqua cariche di virus, emesse anche a notevole distanza con la tosse o gli starnuti, o semplicemente parlando e respirando: in un ambiente chiuso la concentrazione di queste particelle in sospensione aumenta considerevolmente, e di conseguenza aumenta la probabilità che chi si trovi in quell’ambiente entri in contatto con i virus, inalandoli.

Il contagio può avvenire anche stringendo la mano ad una persona infetta, frequentando gli stessi ambienti o toccando gli stessi oggetti (la maniglia di una porta, il carrello della spesa, …): se poi ci portiamo le mani al naso o alla bocca, o ci tocchiamo gli occhi, i virus possono introdursi all’interno del nostro organismo e aggredirlo. Perciò è buona norma sempre, ma in particolare durante la stagione fredda, lavarsi spesso le mani: un gesto che può costituire un’efficace prevenzione contro il diffondersi dei virus.

Ognuno di noi dovrebbe sentire il dovere morale di limitare i contatti col prossimo, quando abbia in atto una malattia virale, per evitare di diffonderla alimentando così le epidemie stagionali: molto meglio stare a casa al caldo, aspettare che l’infreddatura faccia il suo corso, adottando tutti gli accorgimenti per alleviare i sintomi, anche con l’aiuto della fitoterapia.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché non tutte le persone che vengono a contatto con i virus del raffreddore o dell’influenza contraggono l’infezione? La risposta è solo una: l’efficienza del sistema immunitario che preserva dal contrarre malattie.

Se il sistema immunitario è forte ed efficiente, saprà proteggerci più validamente; se esso al contrario è deficitario, avremo maggiore facilità ad ammalarci.

Cosa si può fare per potenziare con l’aiuto della natura, ove possibile, il sistema immunitario?

Sono diverse le sostanze naturali, come gli antiossidanti, i fermenti lattici probiotici, la propoli, e alcuni fitoderivati con proprietà immunostimolanti, che possono rafforzarlo.

La propoli è ricchissima di antiossidanti, e inoltre possiede un’azione antibatterica e antivirale ormai dimostrata. Il suo utilizzo è quindi auspicabile come difesa contro virus e batteri, in caso di raffreddore, influenza, mal di gola.

Le moderne ricerche stanno mettendo l’accento anche sull’importanza dei probiotici come difesa per l’organismo umano: i fermenti lattici probiotici infatti hanno la capacità di contrastare la crescita di microrganismi nocivi, di legarsi agli agenti patogeni disattivandoli e impedendone l’adesione e l’insediamento nell’organismo, di stimolare la formazione di anticorpi che aumentano la risposta immunitaria.

Le principali piante officinali che contengono principi attivi naturali dalle proprietà immunostimolanti sono l’Echinacea, l’Uncaria, l’Acerola e la Rosa canina.

L’uso di Echinacea a scopo medicinale risale a tempi remoti: i Nativi Americani ne utilizzavano i rizomi per curare varie affezioni della pelle come piaghe, ferite e morsi di serpenti.

La moderna farmacopea ha confermato le conoscenze popolari sulle proprietà antinfiammatorie per uso locale, ma ne ha riscontrato anche la grande azione di stimolo sul sistema immunitario, che ne fa un presidio utile in caso di raffreddore e influenza.

Le tre specie di Echinacea contengono diversi principi attivi, i più significativi dei quali sono polisaccaridi, apigenina, echinaceina, echinacoside, acido cicorico, ognuno con le sue peculiarità e la sua azione specifica: la somma di queste azioni fa sì che possano essere utilizzate per l’azione antibiotica, antinfiammatoria, antivirale, e soprattutto immunostimolante.

L’attività immunostimolante si manifesta mediante un aumento di particolari leucociti (globuli bianchi), le cellule del sangue che nell’organismo umano costituiscono una barriera, poiché sono adibite a fagocitare, cioè inglobare per distruggerli, gli agenti estranei dannosi come virus, batteri, funghi, dai quali perciò contribuiscono a difenderci.

L’Echinacea quindi può essere un valido coadiuvante per rafforzare le difese dell’organismo contro le infezioni recidivanti che interessano le vie respiratorie superiori, ma può essere utile anche per contrastare le infezioni alle basse vie urinarie.

L’Uncaria tomentosa è una pianta amazzonica nota col nome locale “uña de gato”, cioè “unghia di gatto”, nome che fa riferimento alle spine che decorrono lungo il fusto e che servono alla pianta, una liana, per aggrapparsi agli alberi e svilupparsi verso l’alto, alla ricerca della luce.

I principi attivi risiedono nella corteccia delle radici e della parte inferiore del fusto; la corteccia ha un colore che può variare dal bianco al giallo scuro, fino al rosso scuro; si ritiene che la varietà dalla corteccia color giallo scuro sia quella più ricca di principi attivi, potendo la concentrazione variare anche in relazione alla stagione.

Prove farmacologiche hanno confermato e messo in evidenza che l’Uncaria possiede realmente proprietà immunostimolanti, antivirali, antiossidanti, antinfiammatorie, cicatrizzanti.

L’Uncaria è indicata per le patologie infettive e infiammatorie croniche, quali manifestazioni infettive recidivanti a carico dell’apparato respiratorio, come raffreddore, influenza, faringiti, tonsilliti, specie se di natura virale.

L’Uncaria è anche un discreto coadiuvante nell’artrite reumatoide e altre malattie reumatiche e articolari.

Infine, l’Acerola, un frutto simile alla ciliegia originario dell’America Centrale, e la Rosa canina, arbusto cespuglioso perenne dell’Europa, Asia, Africa settentrionale di cui si utilizzano i “falsi frutti”, o cinorrodonti, sono piante ricchissime di vitamina C, che contengono in percentuale più alta anche degli agrumi e degli altri tipi di frutta, e che ha un ruolo antiossidante e anti radicali liberi, importante nelle risposte immunitarie allo stress e alle infezioni batteriche e soprattutto virali, e anch’essa aiuta a potenziare le difese dell’organismo.

Dal momento che siamo nell’occhio del ciclone riguardo all’influenza A H1N1, diciamo che:

la pressione diretta o indiretta delle case farmaceutiche per accelerare i tempi di somministrazione del vaccino sta facendo produrre vaccini anche con nuove metodiche non sperimentate; gli antivirali si dovrebbero assumere nei casi più gravi altrimenti inducono il virus a mutare più facilmente. Questo virus ci accompagna da quasi un secolo, mutando quando vuole, dalla famosa Spagnola: 40 milioni di morti! Ma quando? Nel 1918, durante la guerra e in un periodo nel quale non esistevano vaccini, antivirali, antitici e le condizioni socio-sanitarie erano pessime! Il virus riapparve nel ’57 con la famosa Asiatica e riapparve nel ’77. subì varie mutazioni dando origine a tutti i sottotipi che si conoscono. L’A H1N1 è contagiosa perché si trasmette per via aerea ma ha una soglia di mortalità bassissima!

Riassumendo sia l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che gli Istituti Sanitari mondiali e il buonsenso consigliano strategie per limitare il contagio.

Chiaramente è opportuno vaccinare, come per tutte le influenze, le categorie a rischio:

immuno depressi, asmatici, diabetici, cardiopatici, personale sanitario e delle forze dell’ordine.

A questo punto per coloro che si possono o non si possono vaccinare, ma anche in supporto ai farmaci, si consiglia come prevenzione: MANTENERE UN BUON STATO DI IMMUNIZZAZIONE NATURALE.

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